Pino Pascali, l'Africano + Sirens

Pino Pascali, l’africano - Sala San Giorgio,  Museo Civico di Castelbuono,  29 marzo - 28 giugno 2015

Sirens, Virginia Ryan e Frédéric Bruly Bouabré - Ex-Scuderie, Museo Civico di Castelbuono, 29 marzo - 28 giugno 2015

Inaugurazione giorno 29 marzo, ore 12.00 | main sponsor: The Hotelsphere

Il Museo Civico di Castelbuono (Palermo) è lieto di presentare due mostre realizzate in collaborazione con la Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (Bari): Pino Pascali, l'africano, la prima esposizione mai realizzata prima in Sicilia dedicata ad uno dei maggiori protagonisti dell'arte italiana del Ventesimo secolo, il cui lavoro quest'anno sarà esposto alla 56ª Esposizione internazionale d'Arte della Biennale di Venezia curata da Okwui Enwezor. E la doppia personale di Virginia Ryan, che presenta l'installazione Sirens in dialogo con un gruppo di opere dell'artista africano Frédéric Brouly Bouabré, incentrata sul mito delle sirene.

I progetti, a cura di Laura Barreca, Direttore del Museo e Santa Nastro, per la Fondazione Pino Pascali presentano una parte della produzione di Pino Pascali (1935 – 1968) ispirata al mito del selvaggio e al primitivismo, con l'intento di riattualizzarne la ricerca attraverso il lavoro intimamente legato alla tematica del Mediterraneo e dell'Africa, e alle loro mitologie condivise.

La mostra Pino Pascali, l'africano ricostruisce l'interesse dell'artista pugliese verso la ricerca di origini e di stili di vita più a contatto con la natura, in contrapposizione al mito della società moderna e del progresso tecnologico e industriale degli anni Sessanta, tema che ha suscitato l'attenzione di artisti e intellettuali, come il filosofo Claude Lévi-Strauss. Nel cinema, Tarzan è l'eroe per eccellenza dell'epoca e i film dei quali è protagonista, già in produzione dai primi decenni del Novecento, vengono diffusi e riprodotti a grande richiesta. Pino Pascali, particolarmente sensibile a queste tematiche, amava farsi fotografare abbigliato come un 'selvaggio', senza fare mistero di ispirarsi direttamente al personaggio fantastico di Tarzan.

L'interesse per il "primitivo" è presente in diverse opere di Pascali: dagli spot pubblicitari in cui raffigura animali della savana per lo studio Lodolo-Saraceni – in mostra a Castelbuono – fino alle finte sculture rappresentanti frammenti di dinosauri e cetacei; e ancora le liane, i ponti realizzati in strutture di pagliette di lana d'acciaio e gli attrezzi agricoli. Questi ultimi lavori, molti dei quali utilizzati come elementi delle sue azioni performative, sono documentati in mostra dalle fotografie provenienti dall'archivio del Museo Pino Pascali e dal video Africa, realizzato negli anni Sessanta per la RAI, dove Pascali lavora come aiuto-scenografo per trasmissioni che ottengono un grande successo di pubblico. In mostra sono esposti inoltre la serie dei Totem realizzati nella metà degli anni Sessanta con tecniche e materiali misti.

Una sezione didattica della mostra sarà dedicata alla proiezione dei documentari che approfondiscono la figura dell'artista e alla grande influenza che continua a esercitare il suo lavoro oggi, con un apparato di materiali

cinematografici prodotto dalla Fondazione Museo Pino Pascali. Tra questi, il raro e prezioso film-tv prodotto da RAI TRE Pino Pascali o le trasformazioni del serpente del regista Marco Giusti e alcune produzioni realizzate nell'ambito del progetto arTVision – a live artchannel (www.artvision.agency) che raccontano l'opera di Pino Pascali e la vitalità del pensiero e della sua opera nell'arte contemporanea.

Fa da "contraltare" all'opera di Pino Pascali una doppia personale allestita nelle ex-scuderie del Castello, che coniuga passato e presente, attraverso la relazione con l'Africa e i suoi miti. Sono esposte le grandi sirenedell'artista australiana Virginia Ryan che da diversi anni lavora tra l'Italia e l'Africa, indagando il tema delle migrazioni, della memoria, della perdita e della trasformazione. Durante la sua permanenza tra il Ghana e la Costa d'Avorio la Ryan ha realizzato delle installazioni attraverso le quali la cultura e la spiritualità delle popolazioni indigene vengono rilette in un'ottica legata al vivere contemporaneo.

Dall'acqua come elemento d'origine e distruzione, con cui l'uomo da sempre si confronta trovandovi le proprie metafore esistenziali più intense, emergono le sette sculture di Surfacing, realizzate da Virginia Ryan in ferro e hair exstensions, ritraduzione del mito di Mami Wata (dall'inglese 'Mammy Water'), con cui gli abitanti anglofoni chiamavano le immagini di una divinità mezza donna e mezza pesce delle popolazioni costiere dell'Africa Occidentale. Divinità sovrapponibile, nella sua ambivalenza di potenza seduttiva creatrice quanto distruttiva, al mito mediterraneo della sirena, il cui dolce canto stregava i naviganti. Mare nostrum, elemento e mito ancestrale, teatro di tragedie quotidiane legate all'emigrazione.

Accanto alle grandi code di lunghi capelli neri con cui Virginia Ryan raffigura le divinità africane, come emerse dagli abissi marini e fluttuanti nell'aria, sono esposti alcuni disegni di sirene che Frédéric Brouly Bouabré, il più importante artista ivoriano -scomparso lo scorso anno- ha voluto realizzare per l'artista australiana nel 2010, a testimonianza delle loro affinità elettive. Si tratta di una serie di piccole opere a matita su carta, secondo il tipico formato adottato da Bouabré: una piccola immagine disegnata a penna e matita su una cartolina, circondata da un testo che corre sul bordo. Con questa stessa tecnica, Bouabré ha realizzato migliaia di "cartes postales" sui quali ha sempre realizzato disegni colorati intorno ai quale corre un testo. Ed è la scrittura "un rimedio che combatte l'oblio" che Bouabré ha utilizzato per raccontarci una storia, un'impressione, per riportarci attraverso la rivelazione dei segni, la conoscenza universale.

 Orari: ma-do dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00

Per maggiori informazioni: www.museocivico.eu 

The HotelSphere Events

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 Emozioni in musica, dalla classica alla bossa nova, dal 26 dicembre al 6 gennaio.
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La personale dell'artista palermitano é in mostra al Museo Civico di Castelbuono, mentre l'Hotel Principe di Villafranca, del gruppo The HotelSphere, main sponsor del Museo, ospita una scultura dell'artista fino al 9 gennaio.